Published on Febbraio 9th, 2017 | by Staff

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L’Albero di Sump e l’olio di dattero del deserto

L’olio di dattero del deserto viene realizzato a partire da una particolarissima pianta che cresce in Africa ed è soprattutto diffusa in Egitto e in Burkina Faso, ovvero le due località che producono la maggioranza dell’olio vegetale e lo esportano successivamente in Europa e nel mondo. L’albero, noto con il nome scientifico di Balanites Aegyptiaca oppure come Sump (dal dialetto Wolof), è un arbusto spinoso che può svilupparsi fino a 9-10 metri d’altezza, e che è in grado di sopravvivere anche durante lunghi periodi di siccità: nonostante il suo aspetto rude e massiccio, è dalle sue bacche che si ricava il miracoloso olio di dattero del deserto.

Da dove proviene l’olio di dattero del deserto

L’olio di dattero viene estratto dai semi che si trovano all’interno delle bacche dell’Albero di Sump: questi semi hanno la particolarità di essere molto oleosi e di avere un profumo che ricorda vagamente le noci, e al sapore lo zenzero. Da una lavorazione molto complessa dei semi, che è impossibile replicare a casa, si ottiene un olio di un giallo molto chiaro e privo di impurità, davvero attraente alla vista. In Africa viene addirittura utilizzato per fini terapeutici tramite assunzione orale: l’olio di dattero viene infatti usato per condire gli alimenti al posto dell’olio di oliva, e si rivela molto efficace per curare la pressione alta ed i reumatismi. L’olio di dattero che viene commercializzato in Europa, però, è realizzato esclusivamente per fini cosmetici e non è ingeribile.

Come si estrae l’olio di dattero

Il metodo per estrarre e produrre l’olio dai semi di dattero è un procedimento molto complesso e impegnativo: non è un caso che solo nel Burkina Faso venga rispettato il metodo di produzione originale, e dunque quello in grado di produrre l’autentico olio di dattero del deserto. Una volta raccolte le bacche, le donne procedono alla frantumazione del guscio interno e all’estrazione dei piccoli semi, che vengono a loro volta frantumati e trasformati in una polvere molto volatile. Una volta cotta al vapore, questa polvere viene pressata per estrarre l’olio: un procedimento che viene ripetuto per ben due volte, e che richiede circa 12 ore. Data la difficoltà nel riprodurre fedelmente questo metodo, l’olio di dattero originale è attualmente a rischio di estinzione.


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