Published on Febbraio 9th, 2017 | by Staff

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L’olio di dattero nell’antico Egitto

Nonostante l’olio di dattero del deserto sia praticamente sconosciuto in Europa, e stia rischiando di scomparire anche dai suoi luoghi di nascita per via di una tradizione che sta venendo sempre meno, quest’olio vegetale ha una storia ricca ed impossibile da cancellare. I suoi benefici sono infatti legati a doppio filo con una cultura, quella egizia, che 4.000 anni fa ebbe il grandissimo merito di essere la prima a dedicarsi alla cura del corpo: l’igiene personale veniva infatti vista come un rito addirittura sacro, in quanto aveva l’obiettivo di preservare integro il corpo in vista di un ricongiungimento con le divinità, per garantirne l’immortalità terrena. E non è un caso che il corpo venisse curato con ossessione anche dopo la morte e durante l’imbalsamazione.

L’olio dei faraoni d’Egitto

Come già anticipato, l’olio di dattero era un prodotto che non poteva mai mancare nei lussuosi bagni dei faraoni d’Egitto, tanto da essere pagato letteralmente a peso d’oro. Era, in altre parole, uno degli oli più ricercati e lussuosi dell’intera Africa, date le sue meravigliose proprietà in grado di riparare le cellule danneggiate della cute e dei capelli, e delle sue caratteristiche emollienti ed idratanti. Un autentico elisir di giovinezza in un‘epoca in cui non esistevano le creme solari, e la pelle necessitava di un viatico che potesse risolvere facilmente le ustioni derivate dall’esposizione al sole e la secchezza della cute, provocata del vento particolarmente arido del deserto.

Un olio prodotto da un arbusto invincibile

In quelle condizioni climatiche, sarebbe stato davvero difficile trovare un altro arbusto come l’Albero di Sump, in grado di resistere anche in periodi di lunga siccità e senza le cure dell’uomo. Il Sump era talmente resistente che spesso i contadini africani lo usavano per circondare i raccolti e per proteggerli dall’invasione degli animali, mentre le donne ne prelevavano le bacche per estrarre dai semi il preziosissimo olio di dattero del deserto, che veniva successivamente venduto all’alta società egiziana presso i famosi bazaar dell’epoca.


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